Il Papa: "I cattolici si immischino nella politica. I governanti siano umili"

"Chi governa deve farlo con umiltà e amore, caratteristiche indispensabiliI. E i cittadini, soprattutto se cattolici, non possono disinteressarsi della politica". In particolare "un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare". Papa Francesco lo ha affermato durante l'omelia nella domus di Santa Marta, sottolineando al tempo stesso che "umiltà e amore sono caratteristiche indispensabili per chi governa" e invitando anche a pregare per le autorità. Lo spunto per "riflettere sul servizio dell'autorità" è dal Vangelo del centurione che chiede con umiltà e fiducia la guarigione del servo e la lettera di San Paolo a Timoteo con l'invito a pregare per i governanti.
17 AGO 20
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"Chi governa deve farlo con umiltà e amore, caratteristiche indispensabiliI. E i cittadini, soprattutto se cattolici, non possono disinteressarsi della politica". In particolare "un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare". Papa Francesco lo ha affermato durante l'omelia nella domus di Santa Marta, sottolineando al tempo stesso che "umiltà e amore sono caratteristiche indispensabili per chi governa" e invitando anche a pregare per le autorità. Lo spunto per "riflettere sul servizio dell'autorità" è dal Vangelo del centurione che chiede con umiltà e fiducia la guarigione del servo e la lettera di San Paolo a Timoteo con l'invito a pregare per i governanti. Chi governa, ha detto il Pontefice, "deve amare il suo popolo", perché "un governante che non ama, non può governare: al massimo potrà disciplinare, mettere un po' di ordine, ma non governare".
"Nessuno di noi può dire "ma io non c'entro in questo, loro governano...". No, io sono responsabile del loro governo e devo fare il meglio perché loro governino bene e devo fare il meglio partecipando nella politica come posso. La politica – ha ricordato il Papa richiamandosi alla dottrina sociale della Chiesa – è una delle forme più alte della carità, perché è servire il bene comune. Io non posso lavarmi le mani, tutti dobbiamo dare qualcosa. C'è l'abitudine di dire solo male dei governanti e fare chiacchiere sulle cose che non vanno bene: senti il servizio della tv e bastonano, bastonano; leggi il giornale e bastonano; sempre il male, sempre contro".
Francesco ha inoltre osservato: "Forse, il governante è un peccatore; ma io devo collaborare con la mia opinione, con la mia parola, anche con la mia correzione, perché tutti dobbiamo partecipare al bene comune. Se tante volte abbiamo sentito dire che "un buon cattolico non si immischia in politica", questo non è vero, quella non è una buona strada". Dunque, ha concluso il Papa, "diamo il meglio di noi, idee, suggerimenti, ma soprattutto la preghiera: preghiamo per i governanti, perché ci governino bene, perché portino la nostra patria, la nostra nazione avanti e anche il mondo, affinché ci siano la pace e il bene comune". Il Papa ha poi ammonito, citando San Paolo: ""Preghiera per tutti gli uomini e per il re e per tutti quelli che stanno al potere". "Ma, Padre, quella è una cattiva persona, deve andare all'inferno...". "Prega per lui, prega per lei, perché possa governare bene, perché ami il suo popolo, perché serva il suo popolo, perché sia umile!". Un cristiano che non prega per i governanti, non è un buon cristiano!". ""Ma come pregherò per questa persona che non va?" Prega perché si converta. Ma prega!", ha esortato.
Per Jorge Mario Bergoglio, "non si può governare senza amore al popolo e senza umiltà. E ogni uomo, ogni donna che deve prendere possesso di un servizio di governo, deve farsi queste due domande: "Io amo il mio popolo, per servirlo meglio? Sono umile e sento tutti gli altri, le diverse opinioni, per scegliere la migliore strada?". Se non si fa queste domande, il suo governo non sarà buono", ha concluso il Santo padre.